Comunicazioni dalla Prefettura di Messina

 

 

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ON. GIORGIO NAPOLITANO, SULL’EMERGENZA DELLE BARACCHE DI MESSINA SCRITTA IN OCCASIONE DELLA 64^ FESTA DELLA REPUBBLICA:

 

OGGETTO: 2 GIUGNO 2010 FESTA DI UNA REPUBBLICA DISUMANA, DISEGUALE, DISONOREVOLE IN ANTITESI CON LA COSTITUZIONE ITALIANA.

Preg. mo Sig. Presidente della Repubblica, Onorevole Giorgio NAPOLITANO,
ancora una volta Le scrivo – sarà forse la ventesima volta – sui gravissimi problemi della città di Messina, premettendo nuovamente che quanto scrivo è sempre ispirato al massimo rispetto che è dovuto alla Sua prestigiosa carica, ma avvalendomi della libertà di pensiero sancita dall’art. 21 della Costituzione, in ossequio ai doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale impostimi dall’art. 2 della Costituzione, e dal sentimento di viva indignazione che provo nel vivere nella città più invivibile e peggio amministrata d’Italia e d’Europa.
Pongo, ancora una volta, alla Sua autorevole attenzione le seguenti considerazioni su Messina, RICONOSCIUTA ultima in assoluto per il verde pubblico, i trasporti pubblici, la raccolta differenziata, il caro-vita, la disoccupazione specialmente giovanile e femminile, ma soprattutto per il n° di 3.336 nuclei familiari baraccati, censiti ufficialmente dall’I.A.C.P. di Messina nel 2002, i quali sono destinati, a causa del lassismo, dell’insensibilità, della cattiveria e della, direi pure, DISUMANITA’ delle istituzioni comunali, regionali e governative, a rimanere nelle baracche ancora per diversi decenni.
Ora, Sig. Presidente, Le devo – con sommo rincrescimento - ricordare che Lei è massimamente a conoscenza della disumanità e della disonorevolezza dell’esistenza, a Messina appunto, a centouno anni dal disastroso terremoto del 28 dicembre 1908, di un così alto numero di cittadini, circa 12.000, che vivono nelle fatiscenti baracche, dalle pareti ammuffite e malferme, sotto tetti in gran parte di eternit,eppur tuttavia non vedo corrispondere un altrettanto consequenziale autorevole intervento da parte Sua.
Mi scriveva, infatti, il precedente Prefetto di Messina, Scammacca, con la nota n° 2278/07/27.1./Gab. del 11/4/2007, avente per oggetto: “Situazione di degrado “baraccopoli” di Messina – Lettera al Capo dello Stato” che “…la questione rappresentata dalla S.V. è stata esaminata e viene seguita con particolare attenzione da parte della Presidenza della Repubblica, interessata da quest’ufficio al riguardo”.
La mattina del 21/11/2007, mi sono recato personalmente al Quirinale e, dopo tante insistenze, sono stato ricevuto dal dr. Montefusco, al quale ho consegnato decine di foto a colori delle baraccopoli di Messina, pagine di documentazione circa l’inapplicazione della legge regionale 06/07/1990, n° 10 che aveva stanziato per il Risanamento delle baraccopoli la somma di 500 miliardi delle vecchie lire con l’intento di giungere al centenario del Terremoto senza più baracche; con l’occasione ho chiarito al dr. Montefusco che i 12.000 baraccati di Messina non sono extracomunitari ma cittadini italiani, che sono ancora in buona parte i discendenti dei superstiti del Terremoto a giudicare dall’alto numero di vecchissime baracche di legno o in muratura provvisoria tuttora abitate e che le condizioni di vita sono da Terzo Mondo.
Va ricordato alla S.V. Ecc.ma, sig. Presidente, che immediatamente il dr. Montefusco diede incarico al nuovo prefetto Francesco Alecci di interessarsi del problema.
Detto Prefetto ha così presenziato il 23 novembre 2007 all’inaugurazione della Mostra Fotografica “Messina 2008: cent’anni di Baracche” ed ha partecipato personalmente al Dibattito che si è svolto, subito dopo, dal tema “Risanamento Urbano e Riqualificazione del Territorio”, nel corso del quale ha appositamente chiesto di prendere la parola dicendo innanzitutto che era lì su espressa richiesta della Presidenza della Repubblica per interessarsi del problema delle baracche. Rivolgendosi direttamente alle varie rappresentanze di baraccati presenti al convegno egli ha espressamente assicurato che “…il vostro Prefetto si interesserà personalmente affinché il vostro tristissimo problema di abitare in alloggi fatiscenti sarà in tempi ragionevolmente brevi portato a soluzione”.
La Gazzetta del Sud del 25/11/07, a pag. 34, riferisce della suddetta iniziativa con l’articolo “Risanamento, anche stavolta scende in campo il Prefetto Alecci. – IL QUIRINALE HA CHIESTO LUMI SULLA REALTA’ MESSINESE. Vertice a Palermo.” Nell’articolo, a firma di Marianna Barone, vengono fra l’altro riferite le seguenti parole del Prefetto Alecci: “Chi vuol bene a questa città – dichiara il prefetto Alecci – deve fare una scala di priorità. E’ impossibile pensare ad altri problemi se prima non si risolve questo delle baracche.” “E Alecci ha poi evidenziato come, a seguito delle sollecitazioni ricevute dal dr. Giovanni D’Arrigo, il Quirinale ha chiesto di avere contezza della situazione. “Questo è un problema degli amministratori, della deputazione regionale e nazionale e per risolverlo bisogna predisporre immediatamente tutte le iniziative necessarie. Venerdì [il 30 novembre 2007] andrò io stesso a Palermo, dall’Assessore Regionale ai Lavori Pubblici…”
Il Prefetto è andato infatti alla sede della Regione Siciliana a Palermo, accompagnato dal Procuratore Generale della Repubblica di Messina, dr. Luigi Croce, per meglio rappresentare la gravità della situazione, ha avuto la promessa di alcune decine di milioni di euro facendo titolare i giornali dell’epoca con articoli “Mille case in due anni” ma di tutto ciò non si è visto niente.
Infatti, nonostante questo spasmodico interessamento del Prefetto di Messina, (forse il primo prefetto della Repubblica Italiana ad interessarsi del problema delle baracche della città), il dr. Alecci mi manda la nuova lettera n° 35670/27.1/GAB. del 9/5/2008 avente per oggetto: <<Presenza di “Baraccopoli” nell’ambito del Comune di Messina>> con il seguente testuale contenuto: “In relazione alla situazione evidenziata dalla S. V. in ordine alla presenza nell’ambito del Comune di Messina di precari insediamenti abitativi che risalgono al terremoto del 1908, questa Prefettura ha riferito alla Presidenza della Repubblica con riguardo anche alle iniziative avviate dall’Assessorato Regionale ai Lavori Pubblici per l’accelerazione delle misure volte al Risanamento delle Aree degradate di cui trattasi. La Presidenza della Repubblica tramite questa Istituzione Prefettizia intende parteciparle la massima attenzione riservata alla complessiva problematica che continuerà ad essere seguita nei suoi successivi sviluppi.”
Nei 24 mesi successivi il Prefetto Alecci ha scritto di tanto in tanto al Sindaco di Messina, deputato all’Assemblea Regionale Siciliana, dr. Giuseppe Buzzanca, al Presidente della Regione Siciliana, On. Raffaele Lombardo (e a me per conoscenza) cortesissime lettere di sollecito della risoluzione del problema delle baracche di Messina, senza aver ottenuto alcun risultato rispettoso dell’alta carica Prefettizia né men che meno della Sua Massima Autorità dello Stato.
Le ricordo ancora una volta che una inequivocabile documentazione sulle scandalose condizioni di vita dei baraccati di Messina è consultabile sul sito www.messinacittanegata.it che ha contabilizzato oltre 8.600 visitatori. Inoltre Lei può richiedere il libro “La città negata – Viaggio nelle baraccopoli di Messina a un secolo dal terremoto” di Roberto Pruiti, che contiene circa 120 foto delle indecenti baraccopoli.
Per questi motivi, Sig. Presidente Le ho affermato che la Repubblica Italiana mi appare DISUMANA e DISONOREVOLE.

Come Lei ben sa, sig. Presidente, il Governo Italiano ha costruito in tempi record centinaia di case per la popolazione terremotata dell’Aquila ed ha messo a disposizione la somma di 8,6 miliardi di euro per la ricostruzione di quella Regione. Non pensa Lei che queste iniziative costituiscano autentica prova della disuguaglianza dei cittadini Italiani, sfacciata violazione dell’art. 3 della Costituzione, tenuto conto del massimo disinteresse del Governo Italiano per i baraccati di Messina per i quali non si interessa affatto e non trova nemmeno 500 milioni di euro per la definitiva risoluzione del problema? Un clamoroso esempio inoltre di antimeridionalismo!
Con quale facilità, inoltre, il Governo ha potuto reperire 5 miliardi di euro per aiutare la Grecia, omettendo così sfacciatamente di pensare ai nostri concittadini meridionali abitanti nelle topaie di Messina? Sembra di essere tornati al Regime Fascista: per non risolvere la questione meridionale si andava ad occupare la Libia, la Somalia, sperperando colà ingenti somme di denaro.
Con quale sicumera insistenza, il Governo Italiano continua a parlare di costruzione del faraonico e colossalmente inutile Ponte sullo Stretto di Messina, per il quale continua ad assicurare la disponibilità di miliardi di euro di fondi pubblici statali, di fondi pubblici europei e di fondi privati intercontinentali, quando non si impegna a trovare poche centinaia di milioni di euro per far sparire dalla faccia della Terra le terribili favelas della città di Messina?
Per questo affermo che la REPUBBLICA ITALIANA E’ BASATA SULLA MASSIMA DISUGUAGLIANZA DEI CITTADINI.

Mi permetta, sig. Presidente altre brevi considerazioni su Messina.
Dopo l’alluvione di Giampilieri, Scaletta ed Itala, con i suoi 31 morti, 7 dispersi e – debbo evidenziarLe – oltre mille superstiti scampati miracolosamente alla morte, dinnanzi al tremendo scatenarsi delle forze della natura, per disposizioni del Sindaco di Messina, ancorché onorevole all’ARS, nonché soggetto attuatore dell’emergenza alluvione, la maggior parte dei cittadini è stata forzata a far ritorno alle loro abitazioni svuotate dal fango ma senza arredi nel mentre nessuna minima OPERA di difesa del suolo è stata realizzata per prevenire nuove catastrofi, con possibili future nuove vittime della DISUMANA REPUBBLICA ITALIANA.
LE RICORDO che l’ultima volta che un Presidente della Repubblica è venuto in visita alla 13^ città d’Italia risale al 25 novembre 2000, con una visita lampo del Presidente Ciampi, per inaugurare un monumento allo statista messinese On. Gaetano Martino – cofondatore dell’Unione Europea.
Lei aveva annunciato la Sua possibile presenza a Messina in occasione del Centenario del Terremoto, ma nessuno ha vivamente sollecitato la Sua prestigiosa presenza, specialmente la classe politica, sindaco in testa, che aveva da temere di essere aspramente redarguita dalla S.V. ECC.ma per le scandalose condizioni di vivibilità da Terzo Mondo in cui viene costretta a vivere una comunità di circa 250.000 abitanti ed in particolare le scandalosa presenza di oltre 3.000 putride baracche, abitate da circa 12.000 prevalentemente vecchi, bambini, donne, disoccupati.
Sono purtroppo pessimista che il suo settennato non durerà abbastanza per poter vedere una Sua visita a Messina e ciò per i seguenti motivi.
A Messina, non c’è nulla da inaugurare: il nuovo Museo, quasi pronto da 30 anni, non si sa quando aprirà; non c’è un luogo di cultura, per opere pubbliche importanti come il raddoppio della linea ferroviaria Messina-Palermo o Messina-Catania-Siracusa, nemmeno ci sono i progetti, permanendo ancora il binario unico di 110 anni fa, con i lentissimi tempi di percorrenza; il traghettamento sullo Stretto di Messina, iniziato nel 1895, come autentica perla del Progresso del Regno d’Italia, viene ora dalla Repubblica Italiana irrimediabilmente compromesso da altissimi e scoraggianti costi e da un pressapochismo senza precedenti. A ciò si aggiunge l’entrata in vigore dell’ultra-iniquo ECO-PASS voluto dal sindaco di Messina costringendo ogni autotreno a pagare 8 € in più per l’attraversamento, ogni bus turistico a pagare 5 € e, persino, ogni autovettura a pagare 1,5 euro in più dell’esoso pedaggio d’imbarco. Questo è un grande passo avanti per frantumare ancora di più l’Unità d’Italia. Si immagina che reazione si scatenerà – tra poco - anche con gli altri corregionali costretti a pagare questo nuovo balzello? Poco manca che ci sarà una sorta di guerra civile. Se sempre meno gente viene in Sicilia, anche per le odiose campagne antimeridionaliste messe in campo da certe forze politiche del paese, e dalla scoraggiante incredibile arretratezza di strade, ferrovie e aeroporti, dopo questo nuovo ECO-PASS nello Stretto di Messina chi mai apprezzerà l’idea di un Paese veramente Unito?
Ed ecco, infine, l’ultimo grave motivo perché Lei non verrà a Messina, Sig. Presidente:
Per evitare di incontrare il nostro Sindaco, dr. Giuseppe Buzzanca, già in passato protagonista di due clamorose decadenze da Presidente della Provincia e di una decadenza da Sindaco di Messina- per pietose vicende penali. Adesso è in itinere la nuova decadenza (la quarta) del Sindaco Buzzanca, stabilita dalla Corte Costituzionale, con la Sentenza n° 143 DEL 23 APRILE 2010. Infatti LA CORTE COSTITUZIONALE ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della legge della Regione siciliana 20 marzo 1951, n. 29 (Elezione dei Deputati all’Assemblea regionale siciliana), così come modificata dalla legge regionale 5 dicembre 2007, n. 22 (Norme in materia di ineleggibilità e di incompatibilità dei deputati regionali), nella parte in cui non prevede l’incompatibilità tra l’ufficio di deputato regionale e la sopravvenuta carica di sindaco e assessore di un Comune, compreso nel territorio della Regione, con popolazione superiore a ventimila abitanti.
Il Sindaco Buzzanca si è fatto eleggere Deputato all’Assemblea Regionale Siciliana nell’aprile del 2008 e due mesi dopo si è fatto eleggere Sindaco della città delle baracche e delle altre catastrofi naturali. Senza aver dimostrato alcun valido risultato nel miglioramento delle condizioni di vivibilità della sua popolazione amministrata, il Sindaco non intende dare attuazione alla sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato la sua decadenza. Ha infatti sfidato i cittadini messinesi: “Fatemi voi il ricorso per la mia decadenza, se tutto andrà bene, la sentenza che provocherà la mia decadenza sarà esecutiva tra due anni e mezzo: ho così tutto il tempo per completare il mio mandato di sindaco…
Lei che ne pensa, Sig. Presidente, verrà mai a Messina per stringere la mano di questo Non-Sindaco della città, di questa persona irrispettosa e inadempiente ad una sentenza della massima autorità giurisdizionale del Paese, di questa entità anticostituzionale?
Per fortuna, Lei tornerà, lo auspico con tutto il cuore, per la terza volta nella Provincia di Messina, a Stromboli, per vacanza.
Si ricordi, tuttavia, che sono i 12.000 cittadini baraccati di Messina che attendono una Sua prestigiosa visita e la consegna di tremila bandiere tricolori da mettere ben in evidenza nelle porte dei loro tuguri, speranzosi della effettiva attuazione dei principi di uguaglianza, tutela della salute, dell’infanzia, delle famiglie dettati dalla Costituzione Italiana.
Con i miei più deferenti ossequi.
Messina li 2/6/2010                                                     Giovanni D’Arrigo